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I club di Berlino. La techno. La storia

Se hai voglia di farti un party come si deve, vieni a Berlino! Non è un caso che la capitale tedesca sia conosciuta e frequentata per la qualità e quantità della musica che riempie un weekend...che potrebbe non finire mai. Capiamo meglio “chi sono” i club techno di Berlino.

Di club in club, c’è sempre un’alternativa

I quartieri più devoti al clubbing sono sicuramente Friedrichshain e Kreuzberg. In zona Warschauer strasse, nel vecchio complesso industriale del RAW Tempel, oggi "parco giochi” per adulti, da oltre vent’anni esiste il Suicide Circus, coinvolto in diversi progetti artistici e serate musicali, nel weekend party techno e house (generalmente il sabato).

D’estate si balla anche fuori, come molti dei club berlinesi possiede uno spazio all’aperto. Accanto a questo, l’Urban Spree, un progetto piuttosto nuovo che ospita una galleria d'arte, due sale per eventi, uno spazio esterno con uno stile orientato al fai da te. Spettacoli e concerti sono frequenti ma anche serate fatte per ballare, come eventi di musica elettronica, sperimentale o noise.

Watergate Club Oh Berlin flickrfoto di Oh-Berlin via flickrAd una delle estremità del Ponte Oberbaumbrücke, c’è l’entrata del Watergate aperto dal 2002 e uno dei club di Berlino più conosciuti. Su entrambi i piani la vista dà sul fiume attraverso pareti vetrate e una sorta di terrazza esterna pare galleggiare sull’acqua. La musica è techno, house, alla portata di molti.

Poco distante da qui, sul canale di Treptower Ufer si affaccia il noto Club der Visionäre tradotto “club dei visionari”. All’aperto, con una piattaforma di legno che si prolunga sull’acqua, è un club non troppo intenso dove ballare musica house o techno (su un piccolo dancefloor) o affacciarsi sulla riva, chiacchierare, bere un drink.

Club der Visionare Grisha Levit flickrfoto di Grisha Levit via flickr

La sua versione invernale si chiama Hoppetosse, sulla sponda opposta del canale c’è una vecchia barca costruita nel 1928, oggi pub, ristornate e club insieme. Dancefloor al coperto e angoli relax ma una capienza piuttosto limitata.

Sullo stesso canale, si trova il giovane ipse , aperto da quando nel 2014, con la bella stagione, iniziarono a organizzare party open-air in un posto senza un nome. Molto apprezzato in poco più di un anno, è frequentato solo nel periodo estivo, quando la musica house e techno trova un compromesso con il party open air.

Un’altra realtà tra le più popolari è l'about:blank a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Ostkreuz. Nato come un posto illegale, ha due sale e un giardino esterno che quando c’è il sole può regalare momenti magici. La musica va per lo più dalla techno all’house all’elettronica dei bassi, i generi proposti sono diversi.

A ridosso di un’altra stazione ferroviaria, quella di Sonnenalle, c’è il Griessmühle, circondato da un giardino e toccato dall'acqua, ex pastifico che mantiene l’aspetto del tipico club berlinese un po’ cadente. Electro, techno, house, diverse organizzazioni musicali si susseguono nelle ore del weekend a partire dal venerdì sera e non mancano eventi culturali alternativi.

L’eredità del famoso Bar 25

Il noto sito per eventi Resident Advisor lo descrive così “an infamous Berlin afterhours party shack” (una infame baracca per gli afterhours di Berlino). Era il Bar 25, l’esperienza straordinaria di un club diurno e notturno semplicemente unico. Aperto nel 2003, diventa punto di riferimento per la scena musicale berlinese ed europea, il paese delle meraviglie sulle sponde del fiume Sprea, quello proibito, quello delle feste senza fine, un mondo vibrante in cui nulla ha più importanza, solo la libertà e la sua condivisione. Uno dei luoghi più cool della capitale tedesca, costretto a chiudere nel 2011, dal piano di riqualificazione della città.

bar 25foto di BAR25 LABEL via facebook

Eredità di questo sogno: ben tre locali a Berlino messi in piedi dalle stesse persone. Si parte con il Kater Blau che è il secondo tentativo di rinascita del Bar 25 dopo il Kater Holzig (oggi abattuto) e sorge proprio su quell’area.

Kater holzig Berlinofoto di Anders Rune Jensen via flickr

All’interno vuole richiamare lo stile di un tempo, anche se non è cosa semplice. Ha due dancefloor e uno spazio all’aperto che da sul fiume, prepondera il legno, lo stile trash, l’interesse per l’assurdo e la selezione musicale house e techno. Fuori dal weekend organizza eventi legati al teatro, alla musica strumentale, al cinema.

bar 25 berlinofoto di Bar 25 via facebook

Il secondo è il Sisyphos, stesso stile, strani oggetti appesi a decorare le pareti, palle da discoteca anni ’80, in prevalenza legno. Una spiaggia artificiale riempie lo spazio esterno e crea uno scenario quasi surreale. Lo stile musicale, resta lo stesso.

Un’altra invenzione della crew del Bar 25 è lo Chalet, realizzato in un palazzo vecchio 150 anni, dentro, un’atmosfera piuttosto inusuale richiama quella di un salotto anni ’20 e fuori, in cortile, un giardino da fiaba. Il programma è abbastanza versatile ma il focus rimane la musica elettronica, techno e house.

I capi indiscussi. La storia

Poi ci sono i locali che hanno fatto la storia, quella storia che ancora oggi lega la città di Berlino alla musica elettronica in modo indissolubile. Primo fra tutti un ex deposito ferroviario che nel 2004 viene chiamato Berghain e diventa il club underground più famoso al mondo. Prima di così, si era chiamato Ostgut e Snax e nasce nel 1998 come locale gay-fetish.

Berghain Berlino esternofoto di Nacho Pintos via flickr

Oggi resta fedele alla comunità gay ma apre le porte a tutti gli amanti della buona musica, del basso potente e della trasgressione.

È l’incontro di ogni vizio in un luogo dove tutto è concesso, dove il suono dei più noti djs techno del momento pompa attraverso il migliore impianto musicale esistente. Si aggiunge un insieme di elementi, talvolta inspiegabili, che contribuiscono a rendere il Berghain un’esperienza piuttosto mistica.

Senza dimenticare il piano di sopra, il Panorama Bar, sala secondaria ma comunque esclusiva e molto amata, con una selezione musicale più orientata alla techno-house.

C’è una cosa che la dice lunga. La musica è il modo in cui i berlinesi hanno celebrato la libertà riconquistata, “caduto il Muro è arrivata la techno” dice Dimitri Hegemann, fondatore di un club simbolo di questa storia il Tresor.

Tresor flickrfoto di Patrik Axelsson via flickr

Nato nel 1991 da uno dei tanti scheletri industriali che riempivano la città, nessun impianto luci, una struttura semi fatiscente lasciata così com’era, umido e un’aria irrespirabile, dentro, solo un soundsystem capace di cambiare tutto, di liberare le passioni turbolente che agitano gli animi dei berlinesi in quegli anni.

Ecco, il Tresor è stato questo, una consolle in una gabbia che ha fatto la storia della techno berlinese e non solo. Il sound è intenso, cupo, è la techno stile Detroit a plasmare la scena.

Viene chiuso nel Marzo 2005 per riaprire nel 2007 e rimane uno dei club più frequentati ed esclusivi della capitale tedesca.

Tresor Berlino ingressofoto di Tresor.Berlin (OFFICIAL

Degno di essere menzionato, seppure giovane, è il Club OHM, inserito nel complesso del Tresor. Ex stanza della batteria della centrale elettrica in disuso, rimane un ambiente piccolo, freddo e squadrato che si dedica per lo più al suono elettronico sperimentale, con una preferenza per l’analogico.

pubblicato il 01/12/2015
aggiornato il 11/02/2016
Foto copertina via youtube
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